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L'edizione italiana di questo Manuale offre una scelta dei contributi presenti nell'edizione inglese: suddivisi in due parti e preceduti dall'Introduzione e dalla Presentazione all'edizione italiana, sono proposti quindici contributi ad opera di psicoanalisti freudiani, kleiniani ed indipendenti, accomunati da una notevole esperienza clinica specifica e dall'impegno attivo – scientifico, istituzionale, editoriale – in diverse strutture britanniche (ad esempio, la Portman Clinic, l'Anna Freud Centre, la Tavistock Clinic). La prima sezione del testo offre una panoramica sul genere di trattamento psicoterapeutico e sull'impiego operativo delle tecniche: dalle terapie con frequenza plurisettimanale (quattro o cinque sedute) e quelle monosettimanali, passando attraverso la valutazione diagnostica, la consultazione, le forme di psicoterapia breve e la psicoterapia di gruppo; come pazienti sono presi in considerazione sia i bambini che gli adolescenti ed i loro genitori, e sempre è manifestata una fortissima attenzione ai contatti con la rete di strutture di assistenza territoriale. La seconda sezione (composta da dieci contributi) prende in esame i diversi tipi di trattamento in relazione alle tipologie di pazienti: vittime di traumi, rifugiati per cause politiche, deprivati, abusati ed abusanti, violenti, delinquenti, anoressici e bulimici, autistici e con deficit intellettivi o multipli; un capitolo è infine dedicato ai disturbi di identità di genere. Lo stile con cui i diversi autori hanno scritto i loro contributi è semplice, lineare, finalizzato a far capire e a trasmettere le loro esperienze pratiche, supportato da numerosi esempi clinici ed arricchito, ma non appesantito, da riferimenti alla letteratura specifica e agli aspetti teorici. In alcuni passaggi, sono richiamate le classiche origini storiche della psicoanalisi coi bambini e con gli adolescenti, riproposti e commentati in chiave di attualità. Non a caso, uno degli scopi dichiarati dai curatori del Manuale