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Roy Schafer è nato a New York City nel 1922, è attualmente analista di training e supervisore al Columbia University Centre for Psychoanalytic Training ed opera professionalmente a New York. In italiano sono stati tradotti molti dei suoi più importanti saggi: ad iniziare dal classico volume sull'interpretazione psicoanalitica del test di Rorschach, del 1954 (pubblicato in Italia da Boringhieri nel ), fino ai più recenti L'atteggiamento analitico, del 1983 ( e Rinarrare una vita, del 1992 .
Il volume qui discusso – definito da David Tuckett a cameo masterpiece – è composto da una Introduzione, otto capitoli e una Conclusione. L'oggetto dello scritto è costituito da quelle emozioni e quei sentimenti che, fin troppo spesso individuati in maniera moralisticamente riduttiva e peggiorativa, sono così spesso vissuti dai pazienti in analisi con sofferenza, angoscia o senso di colpa. Schafer dichiara di non volersi occupare dell'angoscia, della vergogna e della colpa, in quanto esse risultano essere emozioni pervasive sia nell'esperienza umana che in quella analitica, centrando l'attenzione su altre emozioni minori, come la mortificazione e l'umiliazione, il disappunto, l'invidia e l'abbandono, il rifiuto, la perdita luttuosa e il senso di pericolosa vulnerabilità. «Nonostante la sua brevità, questa lista di sentimenti cattivi è sufficientemente ampia ed i sentimenti che include sono sufficientemente comuni e complessi che, presi nel loro insieme, i capitoli di questo libro si riferiscono alla psicoanalisi dei cattivi sentimenti in generale» (p. xiii).
Il volume ha un taglio fondamentalmente clinico, con numerosi esempi e rimandi alla tecnica nel suo versante operativo e discorsivo; da tale punto di vista, il testo è chiaro, lineare, incisivo, anche se da una diversa ottica può essere considerato incompleto (nei riferimenti teorici e metodologici), aneddotico, sintetico ed eccessivamente pragmatico.
Una seconda caratteristica globale del volume di Schafer è il suo continuo cons