You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il volume, di grandi dimensioni e ampiamente illustrato, nasce sull'onda dell'esposizione commemorativa organizzata dall'Istituto C.G. Jung e dal Club Psicologico di Zurigo nel 1975 (anno in cui Jung avrebbe compiuto cent'anni), e si presenta come un album denso di immagini, commenti, ricordi che certamente non può non emozionare lo psicologo analista e il professionista che si accosta con curiosità alla vita dei grandi uomini che hanno aperto la strada allo studio dell'Inconscio. Le immagini presentate sono oltre duecento, di cui alcune a colori, e tra queste figurano anche undici dipinti di Jung stesso. Ciò che le immagini rappresentano, e spesso evocano, spazia in un'area molto vasta: da documenti, carte redatte da Jung, frontespizi di volumi suoi e di altri, a fotografie di importanti personaggi che hanno giocato un ruolo significativo nella sua vita, e fotografie dello stesso Jung ritratto ora nel suo studio, ora in riva ad un lago o nella sua famosa torre a Bollingen. Altre immagini ancora fanno riferimento a opere artistiche, mandala, lettere inedite e diari, appunti degli anni giovanili, e molte sono ampiamente commentate dalla curatrice Aniela Jaffé, mentre la gran parte di citazioni junghiane provengono dal noto Ricordi, sogni, riflessioni (Milano: Rizzoli, 1978).
Il testo è organizzato secondo un criterio strettamente cronologico: l'introduzione è affidata al primo capitolo, intitolato “I nonni”, e prosegue esplorando le fasi della giovinezza e delle prime esperienze presso il Burghölzli; i due capitoli dedicati a Sigmund Freud e Alfred Adler schiudono la parte centrale del testo in cui il pensiero e l'opera junghiana acquistano la loro definitiva fisionomia e si confrontano con i grandi temi dell'alchimia e della religione. Al di là delle sezioni dedicate alla psicoterapia e alla traslazione, sono particolarmente interessanti le pagine che raccontano i numerosi viaggi, così come i resoconti e le immagini della quotidiana vita familiare di Jung. «C.G. Jung