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Il dibattito contemporaneo offre talvolta inconsuete occasioni di incontro, nelle quali la pluralità delle voci e dei vertici di osservazione consente di intravedere la complessità della vita psichica a partire dall'articolazione dei saperi che l'età moderna ha moltiplicato attorno al tema della soggettività. Si pone in questo ambito Affetti e legami, primo numero di un annuario curato da Francesco Botturi e Carmelo Vigna (entrambi professori di Filosofia morale, rispettivamente, alla Cattolica di Milano e alla Ca’ Foscari di Venezia), che si propone di “dare visibilità all'etica” in un clima di dichiarata preoccupazione per l'età presente.
Il volume, articolato in diverse sezioni, appare di sicuro interesse per chi opera in ambito psicologico: innanzitutto, il tema prescelto – il mondo degli affetti, indagati a partire dalla soggettività, dalla corporeità e dalla relazionalità umane – permette di comprendere ambiguità e difficoltà che si incontrano quotidianamente nella pratica clinica, inquadrandole in una cornice socioculturale coerente; inoltre, i curatori non si sono limitati a presentare interventi di natura esclusivamente filosofica, ma hanno deciso di interrogare, in modo non ingenuo, gli esponenti delle discipline biologiche, psicologiche e sociologiche, alla ricerca di un aperto confronto con le scienze umane nel loro complesso; infine, alcune delle riflessioni che emergono da queste pagine suscitano domande essenziali sulla natura e sul senso del fare psicoterapia.
Venendo ai contributi speculativi (compresi nella sezione dei “Saggi”), Carmelo Vigna, in “Affetti e legami. Saggio di lettura ontoetica”, evidenzia, accanto a una «passività ontologica originaria» propria dell'esperienza passionale, l'affettività quale «struttura ontologica primaria d'una soggettività razionale finita, situata in un corpo» (p. 12), e, su tale base, discute alcune qualità del legame oggettuale, quali la responsabilità, la fedeltà e, non ultima, la trascendenza. Di seguito, Adrian