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Sembra che Einstein abbia detto che “abbiamo bisogno di pensare con sensazioni nei nostri muscoli”. Vero è che la scissione mente-corpo oggi chiede di venire ricomposta. Ne è un indicatore l'attenzione che le scienze psicologiche, anche quelle cognitivistiche, pongono sugli affetti, o sullo studio della memoria, che nasce come memoria del corpo – o procedurale – prima che semantica ed episodica. Anche la psicoanalisi recupera il corpo del paziente, visto come capace di comunicazioni profonde, cui dedicare una grande attenzione, ma anche il corpo del terapeuta, come fonte di informazioni preziose sugli stati mentali primitivi del paziente, quando risponde con sonno, dolori improvvisi o sensazioni impreviste e sconosciute. Psicologi e psicoanalisti cominciano a riflettere sui fenomeni che genericamente possiamo definire di somatiz-zazione, che sembrano presentarsi quando la mente non riesce a tollerare la sofferenza psichica, anche se siamo ancora lontani dal comprendere i meccanismi che consentono l'attivazione regressiva del soma. Il libro di P. Cavazzuti e M.C. Di Tommaso è un manuale che consente di orientarsi all'interno delle molte proposte oggi presenti sul mercato della salute, che hanno come scopo il benessere del corpo con un occhio rivolto alla mente. Lavorare sulla postura, ad esempio, vuol dire lavorare anche sulle emozioni, sull'esperienza del corpo, per fare scaturire il cambiamento dall'interno, a partire dalle risorse della persona stessa.
Il testo si articola in tre parti. La prima tratta del rapporto tra la mente e il corpo, che per secoli la cultura occidentale ha considerato come entità separate, per evidenziarne le reciproche influenze. Nella seconda parte si presentano e si descrivono le ginnastiche dolci e le finalità che si prefiggono, che possono essere riassunte nell'obbiettivo