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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico, in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica possa evidenziare nodi teorici che richiedono ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione teorica. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 30.000 battute)
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 10.000 battute)
interventi dei lettori e dibattito (massimo 6.000 battute)
Si ricordi che per battute si intendono anche gli spazi. Tutti i contributi vanno inviati sia in una copia su carta a Nella Guidi, Via Alfredo Oriani 6, 20122 Milano, tel. 02-58305909, sia come attachment per E-Mail a <>.
Nel suo commento al caso presentato da Marcante, Medri (pp. 428-430) ha avuto certamente una intuizione, che si manifesta con il suo comprensibile sconcerto e con i numerosi dubbi che pone e si pone. Marcante ha infatti adottato una strategia e una tecnica diverse da quelle di una procedura psicoterapeutica classica. Come pure ha seguito una via diversa da quella che potrebbe essere suggerita da un orientamento di tipo “pulsionale”, e cioè la via dell'espressione e dell'elaborazione della aggressività. Lo sconcerto può restare tale o tradursi, invece, in un tentativo di chiarimento, ed è per questo che ho ritenuto di scrivere queste righe.