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Il volume collettaneo si segnala come testimonianza degli interessi e degli orientamenti di un gruppo di giovani ricercatori; rappresenta pertanto un'occasione per sondare “dove sta andando” la psicologia dinamica. Felice appare il titolo: in un panorama celato dalla nebbia, che cosa offre lo “stato dell'arte” della psicologia dinamica in Italia, se non appunto qualche “percorso”? Gli autori sono accomunati dall'esperienza di collaborazione con il compianto professor Silvio Stella, docente di psicologia dinamica all'Università Cattolica di Milano, alla cui memoria peraltro il volume è dedicato.
Una prima parte raccoglie contributi dedicati alle tappe evolutive. Inizia perciò con “Lo sviluppo affettivo del bambino: tra psicoanalisi e neuroscienze” di Silvia Bolis e Anna Bulgheroni, che ripercorre in chiara sintesi la fortunata pista dell'infant research, plaudendo al modello “socio-affettivo”, entro cui viene letta la nascita psicologica di ciascuno. E certo questo modello ha trovato sponda nei recenti risultati delle scienze cognitive (oltre che delle neuroscienze, cui si limitano le autrici) a opera di Schore, Bucci, Siegel, tra i tanti menzionabili. Luisa Roncari affronta quindi il delicato tema della “Costruzione dell'identità in adolescenza”, partendo dalla necessità di elaborare il lutto derivante dalla perdita della condizione infantile. Vengono focalizzati, giustamente, i mutamenti corporei e la conseguente necessità della loro mentalizzazione; allo stesso tempo un accento particolare è portato alle “condotte di dipendenza” in età adolescenziale, interpretate come cattiva soluzione della problematica relazionale propria del giovane. Paola Beffa Negrini, nello “Stupore dell'adultità”, evidenzia dal canto suo come l'età matura lungi dall'essere, classicamente, il periodo di stabilizzazione nell'arco della vita - fulcro e prototipo rispetto a cui valutare ogni altra età - presenta al contrario un'intima dialettica di continuità nella e della crescita, dove peralt