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L'edizione precedente di questo testo di successo di Gabbard è del 2000 - la traduzione italiana è del 2002, per i tipi di Raffaello Cortina (vedi la scheda a pp. 137-138 del n. 3/2002 e la recensione alla prima edizione a pp. 135-138 del n. 1/1994 di Psicoterapia e Scienze Umane) - e già nella prefazione a quella terza edizione, basata sul DSM-IV, Gabbard dichiarava che si sarebbe aspettato di mettere mano all'edizione successiva perché questa sarebbe stata necessariamente legata alla nuova edizione del DSM, la quinta. Sono trascorsi cinque anni, la quinta edizione del DSM ancora non ha visto la luce, ed ecco apparire la quarta edizione dell'ormai classico testo di Gabbard, un testo per tanti versi unico nel panorama specialistico internazionale. In questa nuova edizione, Gabbard esplicita il limite che la casa editrice ha imposto, e cioè di non ampliare il testo rispetto alla precedente edizione, cosa che ha comportato il dover effettuare scelte delicate in merito al materiale da inserire e, nel contempo, ai passaggi da poter eliminare, o sintetizzare, della precedente edizione. Dalla lettura che l'Autore ha meticolosamente effettuato della terza edizione ne è scaturito un lavoro certosino di limatura, sintesi, eliminazione di quelle che sono state da lui stesso definite formulazioni teoriche antiquate (pur essendo trascorsi soli cinque anni!), senza squilibrare il testo e preservando i concetti e le osservazioni cliniche di valore stabile e centrale. Ciò significa che la revisione è interamente costituita da una elaborazione interna alla struttura, senza aver aggiunto o tolto in modo clamoroso capitoli specifici: le tre sezioni costituenti sono centrate, come nella precedente edizione, sui princìpi di base e gli approcci terapeutici (prima sezione), e sui disturbi di Asse I e di Asse II (seconda e terza sezione). Una particolare attenzione è stata data