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Questa breve biografia si propone di inquadrare la vita e l'opera di Laing in una luce equilibrata, partendo dalla constatazione che, soprattutto nella sua terra di origine, Laing è stato rapidamente dimenticato o volutamente posto in uno spazio relegato e inaccessibile ai più. Ronald David Laing (Glasgow, 7 ottobre 1927 - St. Tropez, 23 agosto 1989), ha legato il suo nome a quello di persone che hanno molto meno subito il declino della memoria (Cooper, Goffman, Scheff e Szasz), nel contesto del movimento dell'antipsichiatria. Tale oblio è sottolineato più volte nel testo, con specifico riferimento alla sottovalutazione maturata in terra di Scozia, dove si è dato maggiore peso alla deriva degli ultimi anni della sua vita, piuttosto che al suo originale contributo, non solo in quanto psichiatra che ha sfidato l'establishment di allora, ma anche in quanto intellettuale del suo tempo. Con coraggio sono messi subito in evidenza i comportamenti riprovevoli manifestati nelle fasi finali della vita: alcolismo, modalità professionali non propriamente deontologiche, azioni violente, fino a chiari segni di disturbo psichico: manifestazioni collegabili a ciò che Laing descrisse del suo ambiente familiare ma che egli stesso sembrò non essere stato in grado di collegare esplicativamente e terapeuticamente. A tali manifestazioni si accompagnò, sempre nelle ultime fasi della sua vita, la pubblicazione di alcuni testi definiti esplicitamente da Miller “bad books” e la completa perdita della reputazione professionale. Come è noto, le sue posizioni critiche verso la pratica psichiatrica convenzionale del tempo e le sue manifestazioni personali patologiche condussero molti a vedere in Laing una sorta di ciarlatano o di intellettuale originale proteso alla pubblicità di se stesso e alla provocazione. Miller, pur tenendo presente tutte le diverse dimensioni della vita di Laing, vuole fare giustizia, riprendendo il filo della formazione professionale e dell'opera, inquadrando quest'ultim