You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Questo recente scritto di Britton - già presidente della British Psycho-Analytical Society e vicepresidente dell'International Psychoanalytic Association (IPA), e autore di un testo molto noto, pubblicato nel 1998, Belief and Imagination (London & New York: Routledge) - raccoglie le sue riflessioni su tre grandi temi: il sesso e la morte, l'Io ed il Super-Io, ed il narcisismo. Terreno comune è la sua esperienza clinica, un'esperienza molto vasta e diversificata nei ruoli di analista, didatta e supervisore, riproposta con l'esemplificazione di numerose sessioni terapeutiche. Ciò che è basato sull'esperienza viene polemicamente (e ironicamente) contrapposto a ciò che è sotteso nell'espressione oggi in auge basato sull'evidenza, che all'autore evoca non tanto uno studio analitico quanto un'aula di tribunale. Di grande interesse risulta il confronto proposto tra la conduzione e le vicissitudini del caso di Bertha Pappenheim da parte di Breuer e quello di Sabina Spielrein da parte di Jung: «Questa vicenda sembra contenere qualcosa di talmente fondamentale da continuare ad affascinare generazioni successive di analisti» (p. 15). In tale contesto è pure sottolineata la differenza tra le “soluzioni” isterica, schizoide e borderline, un tema ripreso ed ampliato nella sezione riservata al narcisismo. Britton dedica un capitolo alla presentazione delle sue opinioni in merito al complesso di castrazione femminile, sostenendo la tesi che esso non rientri nello sviluppo psicosessuale normale della donna, e che Freud sia stato indotto a ritenerlo un fenomeno generale sulla base delle due analisi condotte con la figlia Anna, nel 1918 e nel 1924. Introducendo le riflessioni sul rapporto tra Io e Super-Io - «un'area perenne di potenziale conflitto nelle questioni umane è quella tra esperienza e autorità» (p. 69) - egli propone diverse idee originali basate sulle opere di Freud e sugli sviluppi delle teorie psicoanalitiche fino a Bion, discutendo la funzione di autoosservazione dell'I