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Il bambino acquisisce il pensiero simbolico nell'ambito del processo di esplorazione della mente dei genitori e nell'esperienza di ritrovare i propri stati interni rispecchiati nella mente dell'Altro significativo. Se gli stati mentali dei genitori sono troppo opprimenti, possono generare nel bambino un'intensa paura della mente che interferisce con lo sviluppo delle strutture e funzioni simboliche sia promuovendo l'incorporazione di un oggetto sentito come “corpo estraneo”, sia determinando nei casi estremi un ritiro completo dalla realtà psichica. In quest'ultima situazione per avviare una simbolizzazione che consenta al paziente di farne uso e di esserne cosciente deve essere rianimato un processo libidico e vanno ritrovati nell'analisi non solo gli stati mentali interni dell'oggetto, ma anche quelli del paziente-bambino, rimasti non visti e non riconosciuti da un genitore incapace di mettere in parole vitali le emozioni e i pensieri infantili.