You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Metapsicologia oggi non è un titolo felice: come si sa, la “strega” freudiana appartiene al novero delle teorie trascurate dalla clinica contemporanea, da quando cioè la dottrina che conduce “dietro la coscienza” ha perso credito scientifico; sempre meno insegnata e discussa, la metapsicologia è stata variamente contestata da filosofi ed epistemologi, nonché ripudiata da buona parte del mondo psicoanalitico, a partire dall'ondata antimetapsicologica statunitense sorta per reazione a una scolastica freudiana un po' austera. Destino, questo, che non sembra riguardare il solo Freud, ma che accomuna anche autori del calibro di Jung, Ferenczi, Klein o Lacan.
Se attualmente si contano solo pochi fautori dichiarati della metapsicologia classica — per lo più in area e cultura francofona — che ritengono tale approccio indispensabile al lavoro clinico, c'è da chiedersi come mai occorra ancora parlare di una “scienza dell'inconscio” nell'epoca delle scienze del cervello: questo l'interrogativo emergente dalla lettura del prezioso volumetto che raccoglie gli interventi pronunciati presso l'Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli nell'ottobre 2003 da alcuni psicoanalisti italiani, ospite il filosofo Sergio Moravia. Filo conduttore dei lavori è l'analisi dello stato dell'arte della metapsicologia, in considerazione dei frequenti attacchi condotti dagli intersoggettivisti, del valore crescente attribuito alla presenza reale dell'analista, della vasta mole di ricerche empiriche sul bambino, nonché della diffusione di modelli psicopatologici che si rifanno a ipotesi ben diverse dai capisaldi del pensiero freudiano.
A un primo sguardo, i contributi che compaiono nel volume oscillano tra un'adesione ai dogmi metapsicologici tradizionali e una rilettura critica della dottrina freudiana. Chianese (“Un'opera incompiuta”) traccia i lineamenti della metapsicologia classica, evidenziandone le potenzialità esplicative circa i rapporti tra conscio e inconscio, immagini e parole, na