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È questo il secondo volume della Harold Bridger Transitional Series, inaugurata nel 2001 con The Transitional Approach to Change, a cura di Gilles Amado & Anthony Ambrose (London: Karnac). Il volume si apre con un saggio di carattere storico di Harold Bridger, The Discovery of the Therapeutic Community: the Northfield Experiments — originariamente pubblicato nel 1990 in The Social Engagement of Social Science, Vol. 1: The Socio-Psychological Perspective — in cui l'autore ripercorre alcune esperienze sviluppate alla fine del secondo conflitto mondiale per aiutare i soldati traumatizzati a recuperare la fiducia ed il senso di identità personale nel momento del loro reinserimento nelle normali attività sociali e lavorative: un approccio che sarebbe stato successivamente noto come comunità terapeutica (vedi anche Tom Harrison, Bion, Rickman, Foulkes and the Northfield Experiments. London: Jessica Kingsley Publishers, ). Sempre di Bridger (vedi anche la recensione del suo libro Autoanalisi organizzativa, su Psicoterapia e Scienze Umane, 3/2003, pp. 115-116) nel terzo capitolo è riportato un intervento svolto presso il Centro Italiano di Solidarietà (CeIS) di Roma nel 1990, ancora in tema di comunità terapeutiche, un argomento ripreso più volte da diversi autori del volume, impegnati in campi applicativi molto distanti tra loro. Infatti, uno degli scopi del volume è proprio quello di segnalare le differenti forme applicative dell'approccio transizionale alle organizzazioni in contesti diversi quali quello della supervisione dello staff di una clinica, della progettazione di un percorso formativo per medici, e dell'organizzazione delle attività in un dipartimento psichiatrico orientato psicoanaliticamente. Da segnalare il contributo di Rina Bar-Lev Elieli, già presidente della Società Psicoanalitica Israeliana (scomparsa nel mese di agosto ), che pone tra l'altro l'accento sulla funzione di catalizzatore del consulente organizzativo, utilizzato dal gruppo-cliente come bers