You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Nella ricca e illuminante Prefazione si staglia subito nitido le ressort dell'ultimo lavoro di questo Maestro, lo spirito che ne anima le pagine e che è il ritratto interiore: la dedizione ai pazienti. «Questo mio scritto - afferma Benedetti - che non parla della psicopatologia dei pazienti, ma delle mie riflessioni accanto a loro, si rivolge ai pazienti stessi e vuol essere letto anzitutto da loro. Poiché essi, che portano giornalmente il carico grave della loro sofferenza, ne hanno abbastanza della loro psicopatologia per leggerne ancora la descrizione (…) ma troveranno le orme dei grandi interrogativi della vita, quelli sul dolore, la colpa, il male, l'ingiustizia esistenziale, e ancora, come un terapeuta abbia sognato tutto ciò, e con i suoi ricordi ancora li aiuti, da lontano e da vicino nella spiritualità, non potendo ormai, a ottantacinque anni di vita, fare di più» (pp. XIV-XV). E sugli intenti di questo volume, «mi limito ad affermare la mia posizione critico-interpretativa di fondo e la mia indipendenza non solo da qualsiasi “dogma” psicoanalitico, ma anche e soprattutto da qualsiasi chiesa e dottrina che asserisce di saper leggere correttamente i messaggi della salvezza. (…) Finisco (…) con il dire che ciò vale in psicoterapia come altrove. Interpretare i grandi disegni della Trascendenza, per quanto possiamo vedere e comprendere, significa credere a essa e dare un senso, una struttura d'amore all'esistenza umana» (p. XIV).
Basterebbero queste poche righe a destare il desiderio di leggere un testo, che per tanti versi suona fuori del coro. Ma è opportuno fermarsi ancora su due rilievi introduttivi. In primo luogo, riguardo al titolo adottato, Benedetti avverte: «Avrei potuto scegliere i termini riflessioni metafisiche, o spirituali, per esser più esatto, ma con il termine re-ligio voglio dare a un'antichissima tradizione dello spirito umano un nuovo significato, che è quello di interrogarsi su un'esistenza umana che nel suo acme viene sempre trascesa» (pp.