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Un testo chiaro, ben strutturato in cinque agili capitoli, facilmente leggibili. Originariamente pubblicato in tedesco, nel 2002, il libro si propone diversi obiettivi e offre ulteriori considerazioni in merito alle famose controversial discussions che, nell'ambito della società psicoanalitica britannica, contrapposero i sostenitori dei punti di vista annafreudiano e kleiniano nei primi anni 1940 (vedi King P. & Steiner R., a cura
di, The Freud/Klein Controversies 1941-1945. London: Routledge, ). Gli scopi del testo sono i seguenti: differenziare la psicoanalisi infantile dalla psicoterapia infantile; illustrare le differenze teoriche e metodologiche tra i punti di vista di Anna Freud e Melanie Klein così come si sono sviluppati successivamente agli anni 1940; delineare le modificazioni tecniche proposte per ciò che concerne l'analisi dei soggetti in età puberale ed adolescenziale; discutere i benefici delle conoscenze maturate nell'ambito della psicoanalisi infantile all'analisi degli adulti. Tali obiettivi rendono il volume un utile strumento di insegnamento e di riflessione, mentre il taglio della trattazione differenzia il testo dal classico lavoro di Claudine e Pierre Geissmann Histoire de la psychanalyse de l'enfant (pubblicato nel in francese e nel in inglese). Nello specifico, molto spazio è assegnato all'elaborazione delle questioni principali che differenziano l'approccio annafreudiano da quello kleiniano: tali questioni sono rappresentate dai dibattiti circa il ruolo ed il peso della realtà esterna e della dipendenza del bambino dall'ambiente che lo circonda, il ruolo del fattore educazione nell'analisi infantile, lo sviluppo del Super-Io, l'origine, la dinamica e lo sviluppo delle fantasie inconsce, i confini dell'accessibilità del soggetto infantile all'analisi, le modalità tecniche di conduzione dell'analisi con i bambini e, in generale, il significato da attribuire al mondo reale e alla presenza altrettanto reale della coppia genitoriale. Nell'amb