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Questi due volumi gemelli raccolgono i lavori di un congresso internazionale svoltosi a Napoli nel 2000 con la presenza di numerosi relatori, psicoanalisti, psicologi, psichiatri e neuropsichiatri. Il primo testo è introdotto da un'ampia riflessione sullo sviluppo dell'ottica familiare dall'opera freudiana ai giorni nostri, seguendo l'evoluzione dell'approccio psicoanalitico e di quello sistemico. Le sei sezioni e i ventitré capitoli nei quali è suddiviso conducono il lettore verso un'esplorazione che prende le mosse dalla constatazione della rilevanza della dinamica e del legame familiare nel lavoro terapeutico e nella concettualizzazione del mondo mentale-relazionale dell'individuo (vedi il contributo di Isidoro Berenstein sul “vincolo familiare”). La psicoterapia di coppia emerge come un «osservatorio privilegiato per la comprensione e la gestione sia dei disturbi della coerenza, della continuità e della congruità affettiva del Sé, sia delle vicissitudini delle varie versioni di Sé» (Nicolò, Tavazza, Grassi & Ricciotti, pp. 56-57). Owen Renik sottolinea la necessità di essere consapevoli delle ipotesi concernenti il funzionamento mentale e di avere la capacità di riesaminarle ed aggiornarle quando ciò necessita, anche in relazione ai cambiamenti avvenuti nella coppia nel corso del tempo - affrontati in modo particolarmente stimolante da Alberto Eiguer (“La coppia moderna e la mitologia del dominio”). Passando attraverso una riflessione sul sogno nel setting di coppia (quinta parte del volume), si giunge alla sesta ed ultima sezione, di grande interesse, dedicata alla coterapia nel lavoro psicoanalitico con le coppie.
Quale psicoanalisi per la famiglia? si apre con uno stimolante contributo a firma di Stefano Bolognini sulla “famiglia analitica”, una tematica che promuove diverse riflessioni critiche sull'appartenenza, sui processi identificatori e sull'influsso di scuole, centri ed istituzioni nel percorso del giovane analista in formazione. Alla “genitorialità” è