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In questa rubrica compare la pubblicazione di materiali, editi o inediti, che tentano di ricostruire una specie di storia della psicologia, della psichiatria e della psicoterapia, a volte con la forza emozionale dell'aneddotica sottratta alle storiografie accademiche. La rubrica si sviluppa lungo tre filoni: uno è quello dell'analisi delle varie stereotipie psicoanalitiche nelle loro declinazioni e del modo con cui è stata trasmessa la teoria della tecnica; il secondo è la ricostruzione di pezzi della storia italiana del settore, nell'ottica che è sempre stata del gruppo di Psicoterapia e Scienze Umane; il terzo filone è costituito dalla ristampa di articoli “d'epoca” rilevanti per il dibattito attuale.
Il 18 aprile 2006, a 77 anni, è morto Mario Tommasini. I colleghi della mia generazione sanno bene chi è, ma i più giovani possono non conoscerlo, per cui abbiamo pensato di dedicargli la rubrica “Tracce” di questo numero. La figura di Tommasini è stata un'anima importante di quel variegato movimento antistituzionale, e in particolare “antipsichiatrico”, che si è diffuso in Italia a partire dalla fine degli anni 1960. Gli dedichiamo questa rubrica non solo per motivi affettivi, che sono importanti per quelli di noi che lo hanno conosciuto e hanno potuto apprezzare certe sue straordinarie doti umane, ma soprattutto perché riteniamo che rappresenti un esempio di come in quegli anni in Italia spesso la politica non abbia saputo cogliere e interpretare determinate istanze che partivano dalla società civile.