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Si tratta della seconda edizione, aggiornata, del noto manuale della Transference-Focused Psychotherapy (TFP) per i pazienti borderline formulato dal gruppo di Kernberg (per la prima edizione, uscita nel 1999 preso l'editore Wiley e tradotta da Cortina nel 2000 col titolo Psicoterapia delle personalità borderline, vedi la scheda su Psicoterapia e Scienze Umane, 4/1999, pp. 143-144; nel 1989 era uscita una prima versione del manuale, pubblicata in italiano dall'editore EUR di Roma nel ). È un testo denso di considerazioni, riflessioni e indicazioni di tecnica analitica, frutto di oltre venticinque anni di lavoro con pazienti caratterizzati da gravi disturbi della personalità (pazienti descritti come persone che agiscono piuttosto che parlare e che sono inclini ad azioni auto e/o etero-distruttive). L'ottica è articolata: la personalità borderline è considerata dal punto di vista descrittivo (DSM-IV-TR) e psicoanalitico - strutturale, dinamico ed evolutivo - evitando costantemente di imboccare un approccio limitato all'analisi del sintomo o del comportamento overt, ed assegnando invece rilevanza alla comprensione della dinamica evolutiva della struttura costituita dal carattere, dal temperamento, dal sistema dei valori, dal vissuto soggettivo, dal campo interpersonale e dalla condotta abituale della persona. La metodologia proposta ha lo scopo di condurre ad un cambiamento della personalità e della qualità di vita dell'individuo, integrando i risultati degli sviluppi recenti sia della clinica che della ricerca in campo analitico, e privilegiando il riferimento a due scuole di pensiero: il modello delle relazioni oggettuali e la teoria dell'attaccamento. Da tale sforzo teorico-tecnico nasce la TFP, indirizzata in modo specifico alla classe delle Borderline Personality Organizations (BPO).
Nel primo capitolo sono descritti i lineamenti costitutivi della personalità borderline sullo sfondo del modello di nosologia psicoanalitica delineato dagli autori e dei meccanismi che