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La considerazione di base da cui prende le mosse la proposta di Mollon è duplice. Dal punto di vista metodologico, si mette in dubbio l'efficacia delle terapie verbali classiche (psicoanalisi, psicoterapia dinamica e cognitiva, counseling), richiamando implicitamente il dibattito tra terapia (cura) e conoscenza in psicoanalisi, e portando esempi a sostegno della scarsa efficacia di dette terapie per numerose sindromi (tra cui il Disturbo Post-Traumatico da Stress [PTSD]). Dal punto di vista teorico è criticata la tendenza della psicoanalisi contemporanea a privilegiare il vertice relazionale e dell'attaccamento, trascurando il punto di vista economico e dinamico, l'unità psicosomatica, la lettura del sintomo come formazione di compromesso e, in una parola, la teoria della libido: questa opzione, insieme alla rivalutazione delle origini traumatiche della psicopatologia, produce rilevanti riposizionamenti nella tecnica. Da tale critica nasce la proposta di integrare l'ottica psicodinamica con quella tipica delle terapie energetiche, riprendendo, tra le altre, le indicazioni classiche di Wilhelm Reich - al quale, non casualmente, si richiama anche George Frankl in Esplorare l'inconscio. Un nuovo metodo per l'analisi del profondo (vedi la recensione a pp. 817-820 di questo stesso numero di Psicoterapia e Scienze Umane). Dalla psicoenergetica è tratto il metodo TFT (Thought Field Therapy, “Terapia del campo di pensiero”), mentre l'EMDR (Eye Movement Desensitisation and Reprocessing, “Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari”) è stato sviluppato dalla psicologa clinica Francine Shapiro (Eye Movement Desensitisation and Reprocessing. New York: Guilford, , 2a ed. ; F. Shapiro & M. Forrest, EMDR , Roma: Astrolabio, ). Entrambi i metodi prevedono l'uso dei movimenti oculari e di altre stimolazioni bilaterali, sollecitando il paziente al recupero di immagini, emozioni e ricordi associati ai traumi e alle situazioni angoscianti e dolorose, attraverso