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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico, in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica possa evidenziare nodi teorici che richiedono ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione teorica. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 30.000 battute)
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 10.000 battute)
interventi dei lettori e dibattito (massimo 6.000 battute)
Si ricordi che per battute si intendono anche gli spazi. Tutti i contributi vanno inviati sia in una copia su carta a Nella Guidi, Via Alfredo Oriani 6, 20122 Milano, tel. 02-58305909, sia come attachment per E-Mail a «Ruggiero.Lamantea@ausl.re.it» e a «Paola.Morra@poste.it».
La lettura del caso clinico dal punto di vista di un terapeuta familiare propone diversi spunti di riflessione rispetto al processo terapeutico ed alle problematiche legate alla relazione con persone appartenenti a culture differenti dalla nostra.
Innanzitutto si evidenzia il tema della richiesta di aiuto: né Suaed-Knata in un primo tempo, né Fatima in seguito, sono in grado di formulare autonomamente una domanda di cura, hanno entrambe bisogno della mediazione e del sostegno di un congiunto. L'intervento dello psichiatra si configura dunque, fin dal primo incontro, come un lavoro familiare che lo porta ad allargare il campo di indagine a tutto il sistema di riferimento delle sorelle, coinvolgendo anche la madre rimasta in Marocco