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È una raccolta di importanti contributi scritti da Mary D. Salter Ainsworth e i suoi collaboratori tra il 1962 e il 1991 nell'ambito della psicologia dello sviluppo, con riferimento alla teoria dell'attaccamento di Bowlby, della quale si propone come verifica empirica (gli studi dell'Autrice sono stati ampiamente riportati da Eagle nell'articolo sul n. 1/2007 di Psicoterapia e Scienze Umane, pp. 7-38, dal titolo “Implicazioni cliniche della teoria dell'attaccamento”). In modo rigoroso sono descritti i metodi di ricerca, le teorizzazioni, la procedura sperimentale, l'analisi dei dati raccolti nell'osservazione del bambino e della relazione con la madre.
Il capitolo 1 è la ricostruzione delle esperienze di vita e formative dell'autrice. La Ainsworth ci racconta degli studi compiuti, delle ricerche tra i Gana in Africa (nel cap. 3), delle esperienze nelle università in cui ha lavorato e delle collaborazioni costruite negli anni. Nei capitoli 2, 4, 5, 6 e 7, insieme a Barbara A. Wittig, Silvia M. Bell, Donelda J. Stayton e Robert Hogan, descrive l'impiego sperimentale di quello che attualmente è considerato tra i più importanti strumenti di valutazione dell'attaccamento madre-bambino: la Strange Situation. Si tratta di una situazione di laboratorio ideata per studiare la relazione madre-bambino alla presenza di un estraneo, durante una breve separazione con ricongiungimento, con l'intento di individuare pattern coerenti nell'interazione bambino-madre. In questo modo si possono concettualizzare alcuni stili di attaccamento (sicuro, evitante e ambivalente) e porli poi in relazione col comportamento di esplorazione, con le differenze individuali e col comportamento di obbedienza del bambino. La cornice di riferimento è data dall'etologia. Questi temi occupano, insieme allo studio delle modalità di risposta materna al pianto del bambino, i capitoli 8, 9 e 10, scritti con S.M. Bell e D.J. Stayton. Il capitolo 11 è una ricerca sulle interazioni faccia-faccia con bambini di età