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A distanza di sette anni da Molestie morali. La violenza perversa nella famiglia e nel lavoro, Einaudi pubblica questo secondo libro della psichiatra francese Hirigoyen. Semplice e colloquiale, alieno da disquisizioni teoriche e di metodo - pertanto indicato per un pubblico di ampio spettro, con la speranza che possa essere letto da almeno qualcuna delle tante donne che subiscono violenza tra le mura di casa - il testo si presenta come una trattazione agile ma completa, precisa e umanamente partecipe delle situazioni di violenza di coppia. Coppie eterosessuali, ma anche omosessuali (in questo caso i riferimenti sono più sfumati) e soggetti violenti, soprattutto uomini (il 98% delle violenze di coppia è attribuita al genere maschile).
Il testo si apre considerando gli stereotipi e le visioni ideali socialmente diffusi sulla coppia e sulla femminilità, accennando all'ambivalenza e alla naturale dotazione di aggressività che caratterizza ogni essere vivente. I normali conflitti di coppia sono differenziati dalla distruttività e dalle forme perverse o strumentali di attacco interpersonale. Molti flash tratti dall'esperienza clinica dell'autrice illustrano le tematiche trattate come, ad esempio, la sottovalutazione della violenza di coppia: ‘Non era niente di grave, solo qualche livido’ (p. 14), ‘No, non mi picchia proprio mai! Certo, di tanto in tanto mi dà una strapazzata. Non mi piace la parola picchiare, perché è intollerabile’ (p. 38). La progressione delle fasi di aggressione procede attraverso il controllo, l'isolamento, le molestie assillanti, le critiche e gli attacchi all'autostima, le umiliazioni, l'indifferenza alle richieste affettive, le intimidazioni e, infine, le minacce e le violenze fisiche. È dedicato spazio alla dinamica del plagio, per spiegare il permanere della donna nella situazione violenta, nel quadro dei processi di condizionamento anestetizzanti delle vittime: ‘La vittima non deve capire cosa le sta capitando’ (p. 96). Interessanti le considera