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Gli undici autori di questo volume - che in buona parte fanno capo al Dipartimento di Neuroscienze dell'Università Tor Vergata di Roma - hanno inteso scrivere dei saggi sulle ricerche che si collocano nello spazio in cui le neuroscienze dialogano non solo con la psicoanalisi, ma anche con la psichiatria e, più in generale, con le psicoterapie. Come detto in una delle prime pagine del volume, è con l'articolo del 1998 di Eric R. Kandel “A new intellectual framework for psychiatry” (American Journal of Psychiatry, , 155: 457-469 - tradotto in Richard e Piggle: Studi psicoanalitici del bambino e dell'adolescente, , 9, 1: 57-97) che si può far risalire l'inizio del nuovo corso delle relazioni tra psicoterapie e neuroscienze (il plurale è d'obbligo).
L'obiettivo del volume è di approfondire i meccanismi di azione delle psicoterapie alla luce delle prove sperimentali più accreditate e confermate sviluppate nell'ambito delle neuroscienze, prove che possono essere presentate come valide testimonianze di collegamento tra i due diversi campi di indagine. La scelta delle tematiche trattate e il loro stesso taglio riflette, pertanto, l'intenzione dei curatori ed il loro peculiare approccio, che è ben visibile scorrendo gli otto capitoli del volume aperto da un saggio introduttivo di Siracusano, a cui segue un'articolata riflessione sul Progetto di una psicologia del 1895 (Freud Opere, 2: 195-284). Il Progetto viene qui considerato nell'ottica dell'anticipazione freudiana dell'ipotesi del substrato neuronale della memoria, substrato che consente facilitazioni permanenti e peculiari delle connessioni sinaptiche. Anche il terzo capitolo è volto ad evidenziare le conferme sperimentali delle neuroscienze di specifiche ipotesi freudiane: «La teoria di Freud anticipa il ruolo del trauma psichico nella formazione di una plasticità sinaptica aberrante e della memoria inconscia patologica» (p. 44), con specifico riferimento al fenomeno della long term potentiation (LTP) ippocampale, scope