You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Gli psicoanalisti hanno fatto ricorso allo sviluppo infantile in modi diversi per comprendere gli aspetti non verbali dell'esperienza vissuta e anche della terapia. Qui vengono confrontati due usi delle concezioni dello sviluppo infantile e le loro implicazioni per la comprensione del linguaggio e dell'azione terapeutica della psicoanalisi: la “metafora” evolutiva di Hans Loewald, e il “modello” evolutivo di Daniel N. Stern basato sui dati dell'infant research. L'uso metaforico che Loewald fa dello sviluppo infantile identifica e quindi potenzia il ruolo centrale del linguaggio. Al contrario, Stern e il Boston Change Process Study Group esagerano le qualità astratte e disincarnate del linguaggio, sottovalutando il grado con cui l'esperienza può essere verbalizzata, come viene dimostrato da esempi clinici pubblicati. Se la psicoanalisi aderisce a modelli evolutivi come quello di Stern, è costretta ad accettare un restringimento del ruolo del linguaggio nella cura della parola.