You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
L'Edipo re è stato interpretato come una storia caratterizzata dal manifestarsi di una verità celata nel profondo. Viene suggerito che è del disintegrarsi e reintegrarsi di diverse modalità di coscienza di Sé che la storia ci parla: vedere, sentire e narrare. Una serie di antinomie sono messe in scena: ricerca versus cura del proprio Sé, conoscenza riflessiva versus familiarità con se stessi, visione dall'esterno del proprio Sé versus intimità con se stessi. La visione, e il suo potere oggettivante, la fa da padrone; il sentire è ridotto a presentimento, una forma inarticolata di conoscenza. L'integrazione tra vedere e sentire si realizza tramite il racconto. Edipo riesce ad entrare in rapporto con se stesso solo attraverso i racconti che altri fanno della sua vita. La valenza “terapeutica” dell'azione drammatica nella tragedia consiste nel processo narrativo che rompe il circolo vizioso tra l'egemonia del vedere e la latenza del sentire.