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Michael Stone lavora nel gruppo di Kernberg nel Personality Disorders Insitute della Cornell University di New York, dove da molti anni viene sperimentata la tecnica di terapia psicoanalitica per pazienti borderline definita, nella seconda versione del manuale, “psicoterapia focalizzata sul transfert” (Transference-Focused Psychotherapy [TFP] - vedi su Psicoterapia e Scienze Umane le schede delle due edizioni del secondo manuale, del 1999 e del 2006, rispettivamente nei numeri 4/1999 pp. 143-144, e 4/2006 pp. 829-830). La TFP viene sperimentata anche allo scopo di valutarne l'efficacia e paragonarla alla tecnica comportamentale della Linehan, già in parte validata, chiamata Dialectical Behavior Therapy (DBT) (vedi l'articolo nel n. 33/2004, pp. 361-378, di Psicoterapia e Scienze Umane), e ora anche alla tecnica di Fonagy basata sulla mentalizzazione, il Mentalization-Based Treatment (MBT - vedi la scheda del manuale di Bateman e Fonagy del 2004 nel n. 4/2005, pp. 568-569, di Psicoterapia e Scienze Umane).
Stone è un noto psicoanalista, studioso di storia della psichiatria ed esperto del disturbo borderline. Importanti sono le sue ricerche sulla storia del concetto di borderline e sul follow-up, queste ultime riportate anche nel libro The Fate of Borderline Patients: Successful Outcome and Psychiatric Practice (New York: Guilford, ). Nel 1986 ha inoltre curato, per la collana degli “articoli essenziali” della New York University Press, il volume Essential Papers on Borderline Disorders. One Hundred Years at the Border.
Nel presente volume sui pazienti “trattabili e non trattabili”, Stone cerca di distillare le sue conoscenze sul difficile problema dell'efficacia della psicoterapia nei disturbi di personalità, trasversalmente alle tecniche impiegate, e non manca di sottolineare che anche in terapie riuscite si tratta comunque di una modificazione adattiva di alcuni tratti di personalità e non certo della eliminazione radicale del disturbo. Nei nove capitoli di cui è cos