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Il volume raccoglie gli atti del convegno “A partire da Marco Levi Bianchini. La psicoanalisi tra scienze umane e neuroscienze”, svoltosi nell'autunno del 2001 a No-cera Inferiore e a Salerno. L'Introduzione, le sei sezioni ed i quarantasei capitoli nei quali è strutturata l'opera consentono al lettore una consultazione per tematiche specifiche e un percorso intelligente di ricerca, con la possibilità di collegare visioni e pareri divergenti circa le relazioni tra psicoanalisi e neuroscienze, confrontando in modo agevole le ragioni che le sottendono. In tal senso diviene possibile comparare l'opinione di coloro che ritengono la convergenza tra psicoanalisi e neuroscienze illusoria e poco praticabile, con le idee di chi ritiene auspicabile una rilettura complessiva di tale rapporto ed una riscrittura del dialogo reciproco, attuale e potenziale.
Con l'Introduzione si viene condotti ad aprire la mente sull'alba del Novecento e sulle rivoluzioni culturali e scientifiche che hanno caratterizzato il secolo scorso a partire dal momento in cui Proust iniziò a scrivere la Recherche . Segue la prima sezione - “La psicoanalisi e le sue origini” - in cui si delinea l'originale figura dello psichiatra-psicoanalista Marco Levi Bianchini (28 agosto 1875 - 21 agosto ), una figura che in anni recenti ha sollecitato in diversi studiosi il desiderio di saperne di più e di recuperare insegnamenti poco noti. In questa ampia prima parte del testo si segnalano gli studi di Michele Ranchetti sulle origini della psicoanalisi, di Patrizia Guarnieri sul lavoro che Levi Bianchini svolse nell'area psicopedagogia, e dello stesso Rosario Conforti (“Levi Bianchini e le «psiconeurosi di guerra»”).
La seconda sezione, aperta da un contributo di Edoardo Boncinelli, è specificatamente dedicata alla relazione tra psicoanalisi e neuroscienze: qui si confrontano i pareri diversi in merito al possibile, fecondo connubio tra le due discipline (vedi, in specie, i lavori di Mauro Mancia, Romolo Rossi, Simona A