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La copertina propone al potenziale lettore Genere senza sesso: un titolo suggestivo preso arbitrariamente da uno dei nove saggi che compongono il volume, certamente più facile e più ghiotto di quello originario voluto esplicitamente dall'Autore che tradotto recita: “Destino pulsionale della società. Intorno al cambiamento strutturale della psiche” (p. 14). Con questo titolo Reiche, sociologo e psicoanalista, intende porre il concetto di destino pulsionale al centro dell'attenzione. Tutti i saggi raccolti ruotano infatti attorno all'interrogativo del perché «nell'applicazione della psicoanalisi alla società non si possa più impiegare il concetto di pulsione o, tutt'al più lo si possa fare solo in senso metaforico» (p. 15). Il denominatore comune della raccolta sta proprio «nella ricostruzione del destino al quale vanno incontro la pulsione e le nozioni di pulsione quando vengono applicate alla società» (p. 15). Da sempre interessato a trovare un punto d'incontro tra psicoanalisi e teoria critica della società e della cultura, tra dimensione individuale e dimensione collettiva lungo la linea speculativa della Scuola di Francoforte, Reiche osserva attentamente le trasformazioni delle società moderne, convinto che ad esse corrispondano altrettante trasformazioni nella struttura psichica del singolo, ma si chiede altresì se lo strumento psicoanalitico possa aiutarci a coglierle. Si chiede poi se i linguaggi della psicoanalisi e delle scienze sociali siano oggi reciprocamente traducibili e non si tira indietro di fronte alla complessità e alla difficoltà di queste tematiche, così come rivede autocriticamente alcune delle sue posizioni ormai lontane nel tempo. Nel 1969 egli ebbe un momento di fortuna al di fuori dell'ambito degli studiosi, quando uscì il suo Sessualità e lotta di classe. Per una difesa della desublimazione repressiva. Molti lo comprarono e pochi lo lessero.
La presente raccolta consta di due parti. La prima - “Limiti della psicoanalisi” -comprende quattro s