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Gli autori esaminano il ruolo dell'alexithymia nel trattamento di vari disturbi medici e psichiatrici e la modificazione post-trattamento del funzionamento alessitimico. La maggior parte dei lavori effettuati su lutto complicato, somatizzazioni gastrointestinali, depressione maggiore, abuso di sostanze e intervento chirurgico ha evidenziato che i pazienti con elevati livelli di alexithymia rispondono meno favorevolmente o più lentamente agli interventi psicoterapeutici, soprattutto agli approcci più centrati sull'introspezione e sull'insight. Un solo studio di terapia di gruppo in pazienti cardiaci ha evidenziato una stabile riduzione a due anni dei livelli di alexithymia. I clinici che intraprendono la psicoterapia del paziente alessitimico dovrebbero aspettarsi quindi scarsi e lenti progressi, e utilizzare sostanziali modifiche all'approccio terapeutico.