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Il 24 maggio 2000, a Imola (Bologna), un ospite di una Comunità residenziale per pazienti psichiatrici cronici compie un omicidio. Lo psichiatra che lo segue (che è anche l'autore di questo intervento) e la educatrice responsabile della Comunità vengono condannati in via definitiva per omicidio colposo. Questa sentenza, che non ha precedenti nella storia della giurisprudenza italiana, viene analizzata nei dettagli e ne vengono discusse le implicazioni per quanto riguarda i concetti di pericolosità del paziente e di responsabilità del curante, la prevenzione, il ruolo dello psichiatra e della terapia farmacologica, e le ripercussioni sulla Legge 180/1978. Sul sito Internet della Società Italiana di Psichiatria (SIP) () sono pubblicati tutti gli atti processuali ed è aperta una discussione.