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Questo volume si apre con una Presentazione di Ugo Fornari in cui si sottolinea quanto sia difficile la «constatazione, obiettivazione e valutazione in ambito medicolegale e psichiatrico-forense» (p. VIII) dei quadri psicopatologici che sono qui affrontati dai tre autori. Dopo aver richiamato la questione del paziente in psicoterapia che mente e dissimula, sono presentati gli attuali modelli interpretativi della simulazione attraverso un ragionamento che conduce gli autori a concludere che «il limite della simulazione è l'immaginazione umana» (p. 12). Alla storia della simulazione sono dedicate poche pagine, ed il lettore si trova ben presto immerso nel capitolo terzo, “Psicologia della menzogna”, in cui - constatata la diffusione delle menzogne nella vita quotidiana - gli autori sottolineano le difficoltà nell'identificare la menzogna nel contesto della trattazione dei metodi di indagine. Rispetto al colloquio, la conclusione è che «bisogna essere sospettosi, mantenendo però il giusto equilibrio con il rispetto e la capacità di ascolto empatico» (p. 37). Con il quarto capitolo la trattazione entra nel vivo dell'oggetto di indagine, affrontando le simulazioni coscienti di schizofrenia e le dissimulazioni nelle psicosi, nell'ambito delle perizie civili e penali: «La domanda fondamentale, su cui per certi versi si gioca lo status scientifico della psichiatria forense, diventa: quanto sono capaci gli psichiatri, e in particolare gli psichiatri forensi, a identificare correttamente chi è schizofrenico?» (p. 46). Dopo un breve passaggio sulla Sindrome di Ganser, è discussa la simulazione di depressione, con specifico riferimento alla compatibilità con il regime del carcere. La problematica che presenta la simulazione di amnesia è arricchita da un approfondimento sui tre componenti basici della memoria: il registro sensoriale, la memoria a breve e la memoria a lungo termine (dichiarativa e non dichiarativa, esplicita ed implicita). Un capitolo è dedicato al Disturbo Post-