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Michele Minolli e Romina Coin appartengono entrambi alla Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione (SIPRe), che pubblica la rivista Ricerca Psicoanalitica e gestisce varie attività di formazione tra cui due scuole di psicoterapia riconosciute dal Ministero, a Roma e Milano. Con questo libro, che mette al centro lo studio della coppia, si propongono di verificare come «coppia e psicoanalisi possano coniugarsi e articolarsi tra loro» (p. 31) con l'intento di spingere all'elaborazione «di un nuovo modello epistemico-teorico, e quindi antropologico, dell'essere umano: un modello che attenui l'esclusività dell'individuale e che si affranchi da un individuale concepito come apparato, per aprirsi alla dimensione relazionale e intersoggettiva senza smarrire il soggetto» (p. 73). A questo scopo essi riprendono i contributi del pensiero psicoanalitico tradizionale, l'infant research (da Brazelton, a Lichtemberg, a Stern, ecc.), la scuola strategica di Palo Alto, la fenomenologia dello spirito di Hegel e, ancora, i lavori del pioniere dell'intervento sulla coppia, Lemaire, per finire con gli studi psicoanalitici mirati alla relazione e quelli orientati ai gruppi e alle coppie (Kaës, Puget, Pichón-Rivière, ecc.).
Il primo capitolo, dal titolo “Noi che ci amiamo”, definisce la coppia come un «investimento condiviso tra due persone sulla stabilità di un'unione fondata su legami di natura sessuale e affettiva» (p. 31) e cerca di individuare i motivi che sottendono alla sua costituzione. Si spazia dagli aspetti fisiologici legati all'attrazione genitale a quelli legati alla “attuazione di sé”, al desiderio di condivisione, ecc. Il secondo capitolo, “Io che amo te”, definisce l'oggetto di studio e quindi il metodo di analisi e selezione dei dati, e nei paragrafi “Chi ama chi” e “Il mio amore per te” gli autori aprono una lunga parentesi sul concetto di soggetto, al fine di individuare l'apporto di ognuno dei due partner nella costituzione della coppia. Il terzo capitolo si int