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La sentenza di condanna definitiva di uno psichiatra per omicidio colposo a causa dell'omicidio commesso da un suo paziente (vedi l'intervento di Euro Pozzi nella rubrica “Dibattiti” del n. 2/2008 di Psicoterapia e Scienze Umane) può avere molteplici conseguenze per la psichiatria italiana, in quanto mette in discussione i presupposti della Legge 180/1978. Si ripropone una psichiatria positivista e pseudo-scientifica, basata su presunte certezze in contrasto con la psichiatria di comunità fondata sulla complessità, le incertezze, i limiti. Questo apre un insieme di conflitti e contraddizioni insanabili e l'esito non è solo la “psichiatria difensiva” e custodialistica (in Italia peraltro senza strumenti per la custodia) ma la “psichiatria impossibile”. In questa fase la definizione, la condivisione e la gestione dei rischi divengono fattori essenziali delle pratiche psichiatriche.