You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
L'Autrice, partendo dall'esperienza di curatrice della rubrica “Recensioni” della rivista Psicoterapia e Scienze Umane, avanza una serie di considerazioni di carattere generale sui mutamenti intervenuti negli ultimi decenni nella pratica della psicoanalisi, nella sua elaborazione teorica, nella gestione dei poteri connessi e nella percezione delle sue peculiarità. In Italia, essi sono legati alla storia delle discipline psicologiche, fiorite insieme con l'era dei consumi. L'impatto con la cultura e le psicologie di massa avrebbe progressivamente condotto la psicoanalisi ad abdicare ai propri presupposti di base, che consistono nel metodo di interrogazione, nella pratica del dubbio, nella capacità di convivere con la sofferenza. Perseguendo il successo, essa è divenuta pluralista, relativista e a-specifica, riducendosi sempre più ad una delle tante psicologie di moda. Questo processo (irreversibile?), condiviso con l'intera area “psi”, viene inquadrato nella deriva più generale che sta investendo l'ambito sociale, culturale e politico.