You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Questi due volumi testimoniano il grande interesse che anche nel nostro Paese ha suscitato il Comprehensive System (CS) elaborato da John E. Exner junior , della cui vasta opera si deve ricordare la pionieristica traduzione italiana della seconda edizione del suo famoso The Rorschach: A Comprehensive System, Vol. 1 ad opera dell'Accademia Lombarda Rorschach, pubblicata esattamente venti anni fa. Il primo dei due testi, come Gregory J. Meyer sottolinea nella sua Presentazione, si pone come una “pietra miliare” nel contesto degli studi italiani sul CS. Si tratta di qualcosa di più di un “manuale” per l'utilizzo del test, proponendo numerose occasioni di riflessione in tema di assessment della personalità e di tecniche proiettive — vedi, ad esempio, le pagine dedicate alla questione del rapporto tra approcci nomotetici ed idiografici. Il libro si apre con due capitoli nei quali si commenta la nascita della tecnica Rorschach e l'evoluzione della ricerca di Exner: una complessa ricerca che fu resa possibile dalla collaborazione e dagli incoraggiamenti dei principali esponenti del Rorschach in USA. In un breve passaggio è richiamata l'introduzione del CS in Italia ad opera di Bruno — e non “Carlo” (p. 20) Zanchi — per poi soffermarsi (cap. 3) sull'attualissima questione dell'interpretazione del Rorschach: tecnica proiettiva o test perfomance-based? Com'è noto, Exner ha vigorosamente operato al fine di far diventare il Rorschach un vero e proprio “test di personalità” dotato dei requisiti psicometrici fondamentali, sottolineandone l'aspetto percettivo e formale (o strutturale), meno quello tematico ed associativo: un'opinione tutt'altro che unanimamente condivisa