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Nel primo articolo di questo numero, Paul Stepansky traccia una storia dell'editoria psicoanalitica americana dal dopoguerra in poi. Espone i resoconti delle vendite dei principali libri, le linee di tendenza emerse e riflette sulla crisi che essa sta attraversando, uno degli aspetti della situazione più generale in cui si trova attualmente la psicoanalisi. Si tratta di un contributo originale (uscirà negli Stati Uniti tra circa un anno), per cui lo pubblichiamo in anteprima. Stepansky, con cui nel corso degli anni abbiamo avuto rapporti per la traduzione italiana di vari libri, è stato a lungo direttore di una delle maggiori case editrici psicoanalitiche americane, The Analytic Press, le cui iniziative editoriali hanno influenzato la cultura psicoanalitica americana e internazionale. Una casa editrice, soprattutto se prestigiosa e in determinati periodi storici dello sviluppo di una disciplina, può giocare un ruolo importante nel determinare linee di tendenza e nell'interpretare quelle esistenti. Si ricorderà che Psicoterapia e Scienze Umane, fondata nel 1967, fu concepita come terzo polo di un progetto culturale ambizioso: gli altri due poli erano iniziative editoriali già in atto da diversi anni con le case editrici Feltrinelli e Boringhieri, in seguito Bollati Boringhieri, con oltre 400 volumi pubblicati. I libri usciti presso queste case editrici rappresentarono la spina dorsale della formazione alle relazioni di aiuto per più di una generazione di colleghi italiani, in un momento in cui l'università era ancora impreparata in questo campo (i corsi di psicologia non esistevano o stavano per nascere, e la psichiatria italiana stava faticosamente cercando di staccarsi dalla sua tradizione neurologica). Questi sviluppi della psichiatria e della psicoterapia in Italia degli anni 1950-60 sono rievocati anche nella rubrica “Tracce” di questo