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All'inizio del 2008 è stata pubblicata la quarta edizione del Trattato di psichiatria forense di Ugo Fornari (ordinario di Psicopatologia forense all'Università di Torino), un testo che ha visto la luce nel 1989 e che è stato poi aggiornato due volte, nel 1997 e nel 2004. Lo scopo del Trattato è quello di offrire uno strumento di consultazione e di supporto alle attività di consulenza che lo psichiatra svolge movendosi nei contesti del diritto civile e penale. Per estensione, il volume è di sicuro interesse anche per gli psicologi — e per i professionisti di psicologia giuridica — i quali si trovano spesso a confrontarsi nelle aule dei tribunali con psichiatri, neuropsichiatri e criminologi.
Il testo è composto da una prima parte (arricchita da un excursus storico) dedicata alla dottrina della responsabilità e dell'imputabilità e alle applicazioni delle normative e dei principi-guida: all'interno di questo secondo ambito si delineano «la nascita e il divenire della criminologia e della psichiatria forense italiane» (p. 47). La seconda parte tratta della perizia psichiatrica in ambito penale specificando i grandi ambiti di applicazione: dagli accertamenti diagnostico-prognostici all'intervento dello psichiatra forense sui soggetti reclusi, internati in Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), in libertà vigilata o fruitori delle misure alternative — da evidenziare le pagine dedicate ai temi della testimonianza e della pericolosità sociale. La cosiddetta “parte speciale” di tale sezione del testo presenta un quadro delle psicopatologie oggetto di indagine, richiamando le grandi categorie nosografiche convenzionali che distinguono le condotte degli individui: normali, patologiche, devianti e delinquenziali: «Su queste quattro categorie dai confini incerti, problematici, sfuggenti e soggette a continue revisioni si