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Questo volume — il secondo della serie “Psychoanalytic Ideas and Applications” — deriva dalla conferenza organizzata nel 2001 dal Collaborative Analytic Multi-site Project (CAMP) per celebrare il lavoro di Wallerstein incessantemente dedicato a costruire collegamenti tra le diverse teorie e metodologie analitiche e i risultati delle ricerche, al fine di elaborare l'ormai famoso common ground (vedi il suo intervento al Congresso dell'International Psychoanalytic Association [IPA] di Montreal del 1987 [One psychoanalysis or many? Int. J. Psychoanal., , 69, 1, 5-21; trad. it.: Una o molte psicoanalisi? Gli Argonauti, , XI, 43: 253-276], e il volume da lui curato The Common Ground of Psychoanalysis. Northvale, NJ: Jason Aronson, ).
Il tema della ricerca in psicoanalisi è posto al centro dei contributi della maggior parte dei venti autori di questo testo che, oltre a essere un tributo all'opera di Wallerstein, si pone anche come una riflessione sul presente e un'anticipazione di ciò che potrà avvenire in futuro. Come afferma Cláudio Laks Eizirik nella Prefazione, l'impegno centrale di Wallerstein (nato a Berlino nel ) è stato quello di promuovere la ricerca in psicoanalisi, soprattutto all'interno dell'IPA (come nel duro confronto con André Green, ad esempio nel n. 1/1996 di International Psychoanalysis: The Newsletter of the IPA — vedi i loro interventi nel libro a cura di V. Bonaminio & P. Fabozzi Quale ricerca per la psicoanalisi? Milano: FrancoAngeli, ), fino a consolidare la necessità di condurre investigazioni strutturate e controllate. A questo proposito vedi il suo Forty-Two Lives in Treatment (New York: Guilford, ), come modello per l'attività di ricerca clinica. La personalità di Wallerstein emerge con forza nelle pagine dedicate alla sua vita, ed egli stesso ricorda i passaggi principali del suo lavoro nel cap. 4 dal titolo “My life as a psychoanalytic therapy researcher and in CAMP”, ricostruendo il collegamento tra il Psychotherapy Research Project della Menn