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Questi due volumi trattano della cura dei pazienti difficili offrendo spunti di riflessione di natura diversa. Il testo di Caligor, Kernberg e Clarkin presenta una forma di trattamento psicoterapeutico denominato Dynamic Psychotherapy for Higher Level Personality Pathology (DPHP) basata sulla teoria delle relazioni oggettuali, che punta l'attenzione sull'analisi delle relazioni oggettuali interiorizzate. È un'evoluzione della nota Transference-Focused Psychotherapy (TFP), elaborata dal gruppo di Kernberg per i borderline, e più precisamente ne rappresenta la versione per i disturbi di “livello alto”, cioè meno gravi (vedi la scheda della seconda edizione della TFP del 2006 su Psicoter. Sci. Um., n. 4/2006, pp. 829-830, e la scheda della prima edizione del 1999 sul n. 4/1999, pp. 143-144). Lo scopo della DPHP è di modificare i pattern relazionali interiorizzati al fine di ottenere un cambiamento duraturo nel contesto di vita. Il testo è stato pensato come un manuale che si integra con i precedenti lavori, e presenta in modo chiaro sia la teoria che è sottesa alla strategia terapeutica, sia gli step basilari e le tattiche della DPHP. La prima delle tre sezioni del volume è dedicata all'approccio teorico, mentre la seconda illustra in modo dettagliato e con esempi clinici l'iter caratteristico della DPHP, offrendo indicazioni su come, quando e in che direzione formulare gli interventi terapeutici. La terza ed ultima parte è centrata sulla valutazione diagnostica del paziente e sull'integrazione della psicoterapia con i trattamenti farmacologici e con altre modalità di cura.
La guida clinica proposta da John G. Gunderson con il contributo di Paul S. Links — entrambi professori di psichiatria, il primo all'Harvard Medical School di Boston e il secondo all'Università di Toronto — si propone come un testo ad ampio spettro, che ha lo scopo di illustrare tutte le forme di trattamento sviluppate nel tempo per la cura del disturbo borderline. Lo sforzo di sintesi è dunque evide