You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Boulanger, nel suo libro sulle ferite da trauma inferte alla persona adulta, ha voluto sintetizzare tre decenni di studi e di interventi terapeutici sui pazienti traumatizzati da massivi eventi catastrofici, differenziando le situazioni traumatiche che si verificano nell'infanzia da quelle che accadono, appunto, nell'età adulta. Le situazioni traumatiche prese in esame vanno dagli attacchi terroristici ai disastri naturali, passando attraverso gli episodi di violenza: tutte condizioni che pongono il soggetto in uno stato di confusione e disorientamento costituito dal venir meno delle capacità di sentirsi psicologicamente integro sia fisicamente, sia affettivamente. Viene a mancare la sensazione di essere padrone della propria vita e del proprio destino, con riduzione della possibilità di riflettere su di sé e sulle esperienze, e insorgono gravi disturbi nella percezione del tempo e inibizione della capacità di porsi in relazione con gli altri. Di fronte all'insieme di tali condizioni psicopatologiche, la terapia psicoanalitica si è trovata poco attrezzata; l'autrice mostra così le possibili strade per aiutare il paziente a far fronte ai traumi soverchianti, indicando l'uso di alcune tecniche sulla base delle esperienze maturate in diversi ambiti clinici (dal lavoro con i veterani del Vietnam alla presa in carico delle persone traumatizzate dall'attacco terroristico dell'11 settembre ). Sono due i capitoli clinici che trattano della ricostruzione del mondo oggettuale interno del paziente e della restaurazione del pensiero simbolico. Ponendosi nell'ottica della psicoanalisi relazionale sono discussi i limiti di un approccio diretto esclusivamente verso l'interpretazione del vissuto interno del soggetto traumatizzato, sottolineando la necessità della costruzione di una trama narrativa dell'episodio traumatico.
La prospettiva relazionale è al centro del secondo testo qui presentato. Il lavoro di Danielle Knafo e Kenneth Feiner si rivolge all'esperienza del soggetto esplo