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A distanza di vent'anni dal libro del 1988 Le mie tre madri (Milano: Bompiani, ), la nipote di Sigmund Freud, Sophie, figlia di Esti Drucker e Martin Freud, pubblica un nuovo pamphlet. Ancora molto attiva nonostante i suoi ottantaquattro anni, Sophie Freud è professore emerito di Social Work presso il Simmons College di Boston: dopo aver completato gli studi presso l'Harvard College e la Simmons School of Social Work, ha lavorato sempre nell'assistenza sociale in qualità di clinical social worker e poi come supervisor.
Living in the Shadow of the Freud Family si presenta come un testo difficilmente sintetizzabile per la ricchezza di informazioni e di riflessioni che propone al lettore, ma può essere letto come un resoconto della vita dell'autrice strutturato sulla base delle tre nazioni in cui ha vissuto: l'Austria, la Francia ed infine gli USA. Lo spunto del lavoro di Sophie Freud nasce da un documento poco conosciuto scritto da sua madre Ernestine , “Mrs. Sigmund Freud”, pubblicato in The Jewish Spectator (, 45, 1: 29-31), ma l'intendimento di questo lavoro sembra essere anche quello di “regolare i conti” (questa volta in modo costruttivo e affettuoso) con sua madre, dopo che nel suo precedente libro aveva raccontato dell'importanza che altre due madri hanno avuto per lei: Tante Anna (Anna Freud) e la zia materna Lily Drucker Boyko. Sophie Freud, il cui nome deriva dall'amata figlia di Sigmund Freud, Sophie, deceduta il 25 gennaio 1920, non ha mai risparmiato critiche nei confronti della famiglia Freud e del nonno; tra le altre cose, assieme ad altri storici della psicoanalisi Sophie Freud si oppose al modo con cui era stata organizzata la mostra Sigmund Freud: Conflict and Culture aperta a Washington il 15 ottobre 1998, con un movimento di protesta che ne fece posticipare l'inaugurazione. Ebbe anche rapporti molto difficili sia con le figure maschili sia con quelle femminili del suo entourage familiare. Dopo ben quarant'anni trascorsi con il marito Paul Loewenstei