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Prendendo spunto dal fatto che Freud si volse alla scrittura di Das Unheimliche (Il perturbante, 1919) interrompendo quella di Al di là del principio di piacere (1920) e che l'aveva iniziata mentre scriveva Totem e tabù (1912-13), l'Autore legge il saggio del 1919 come un capitolo di un lavoro più vasto i cui altri capitoli sono, oltre a quei due scritti, quelli su Leonardo e su Michelangelo del 1910 e del 1914. Può così intendere Das Unheimliche come il tentativo di Freud di superare l'ostacolo opposto all'enunciazione della legge della coazione a ripetere dall'esperienza da lui stesso avuta delle opere d'arte del Rinascimento italiano e dalla loro apertura dello spazio interno dell'incertezza; e indicare nell'esito di tale tentativo il significato dell'opera di Freud per il presente.