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Premesso che la nozione di convalida è più ampia di quella di verifica empirica, l'autore evidenzia come la ricerca in psicoterapia, pur epistemologicamente necessaria, non riesca, per ragioni di fatto o di principio, a risolvere in sé le peculiarità della clinica. Questa dettagliata disamina critica non intende suonare di condanna della ricerca empirica, bensì di stimolo a raffinare metodi e tecniche, tenendo in maggior conto le dimensioni della soggettività, ai fini di un'integrazione tra ricerca e clinica. Ma è pur vero che la scelta programmatica della ricerca empirica di porsi — in nome della “oggettività scientifica” — da un punto di vista esterno rispetto agli attori della relazione ripropone in radice lo iato tra approccio empirico-oggettivo (il mondo per come è) e approccio fenomenologico-soggettivo (il mondo per come lo sento e lo vivo).