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In questa favola, che può essere considerata una metafora della tematica psicologica della dipendenza, Paul Parin immagina che i gatti una volta fossero sempre avvinghiati agli uomini, in un rapporto di reciproco piacere. A causa però di alcune disgrazie avvenute in tempi remoti, i gatti si allontanarono, e in un “concilio dei gatti” decisero di fingere comportamenti orgogliosi, autonomi e indipendenti perché questo era il solo modo per ottenere l'amore degli uomini. Questa favola viene pubblicata per ricordare Paul Parin, deceduto a Zurigo il 18 maggio 2009 all'età di 92 anni. Parin è stato fin dalle origini parte importante della redazione di Psicoterapia e Scienze Umane; oltre ad essere psicoanalista e antropologo, producendo importanti studi di etnopsicoanalisi, fu anche scrittore. Il suo profilo biografico e culturale viene descritto all'inizio in una breve nota redazionale.