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Mentre le tradizionali storiografie psicoanalitiche sono basate essenzialmente su biografie, la creazione della psicoanalisi qui è vista come un movimento di idee e di persone che può essere meglio compreso mettendo a fuoco il modo con cui si è costituito, frammentato e poi ricostruito prima della Seconda Guerra Mondiale. Riassumendo il suo libro Revolution in Mind. The Creation of Psychoanalysis (New York: HarperCollins, 2008), Makari sostiene che una teoria freudiana autonoma emerse da tre preesistenti discipline: la psicopatologia francese, la biofisica e la psicofisica tedesche, e la sessuologia. Quando Freud riuscì a costruirne una sintesi, i seguaci di quelle discipline si unirono a lui. Ma una serie di scissioni indebolirono il fragile movimento freudiano, ed emerse una nuova comunità che fu più psicoanalitica che freudiana, e che diede meno importanza all'autorità di Freud, sottolineando invece una tecnica condivisa e un processo di professionalizzazione. Il nazifascismo distrusse le comunità precedenti, e sorsero battaglie per il controllo dei due maggiori centri rimasti, quelli di Londra e di New York.