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Vengono anticipati tre paragrafi del libro di Valeria P. Babini Liberi tutti. Italia e psichiatria nel Novecento (Bologna: Il Mulino, ). Nel primo (“«Signorina Elena»”) si evidenzia la straordinaria posizione di Morselli nella psichiatria italiana degli anni 1930, il quale, sulla scorta delle letture di Jaspers e Minkowski, illustra un caso di dissociazione mentale in una prospettiva fenomenologica. Nel secondo (“A proposito della «fossa dei serpenti»”) si ricostruisce il dibattito sulla terapia manicomiale degli ultimi anni 1940 a partire da un film americano che coinvolse giornalisti e psichiatri. Nel terzo (“Rivisitazioni, pionieri, avanguardie”) si focalizza un momento importante della psichiatria italiana quando alla fine degli anni 1950 si comincia a risentire di nuovi orientamenti europei (ad esempio l'arteterapia) e alcuni giovani psichiatri italiani “emigrano” in Francia, Svizzera, Germania, Inghilterra e USA per apprendere nuove tecniche psicoterapeutiche.