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Stefania Marinelli si avvicina a Bion attraverso l'interesse per i gruppi su cui da anni lavora e scrive; attualmente dirige per l'editore Borla la collana “Individuo e gruppo”, e nel 2008 ha pubblicato con la stessa casa editrice Contributi della psicoanalisi allo studio dei gruppi. Il testo è costituito da quattro parti e raccoglie contributi di psicoanalisti italiani, inglesi, francesi, brasiliani e israeliani. I temi, seppur accomunati dai riferimenti a Bion, sono eterogenei per provenienza e cultura degli autori. Complesso è stato il lavoro della curatrice nello stabilire un ordine e una sequenza. La prima parte (“Legame di conoscenza”) contiene cinque capitoli con scritti di Claudio Neri, Antonino Ferro, Paulo Cesar Sandler, Cecil José Rezze e Robert D. Hinshelwood. I contributi di questi autori sono utili spunti per riflettere sugli interrogativi riguardo al concetto di “verità”, intesa come fattore di cura e desiderio di conoscenza, al bisogno umano di oscillare tra la verità e la bugia, al significato dell'avere una mente, e allo sviluppo del “pensiero” che ha origine dall'incontro tra due o più menti. La seconda parte (“L'area del misticismo”) raccoglie gli scritti di Odilon de Mello, Franco Filho, Giovanni Hautmann, Leonardo Ancona e Mario Giampà con Luca Calidoni. Le loro riflessioni costituiscono un'occasione per approfondire alcuni argomenti vicini al pensiero di Bion, come ad esempio: cosa intendere per “psicoanalisi scientifica”, come considerare il misticismo di Bion, cosa pensare delle esperienze di vita che lo hanno attratto verso l'area mistica, come connettere l'esperienza psicoanalitica e la mistica indiana. La terza parte (“Turbolenza, evoluzione e creatività”) è costituita da tre scritti. Il primo, di Kenneth Wright, analizza il concetto tradizionale di identificazione proiettiva, intesa prevalentemente come una prova del fallimento della relazione originaria, piuttosto che come una forma di difesa. Il secondo, di Claudio Castelo Filho, consi