You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Riscoprire la psicoanalisi rappresenta un'attività che Ogden ha portato avanti nel corso dell'intera vita offrendo importanti contributi clinici e teorici, arricchiti da riflessioni tra cui diverse interpretazioni di opere poetiche (vedi, ad esempio, i saggi su Borges e Frost) e riflessioni sulla comunicazione interpersonale che intercorre nella situazione analitica. Proprio rispetto a questo ultimo punto – la comunicazione – bisogna dire che Ogden si è sempre espresso per mezzo di un linguaggio non tecnicistico, testimoniando così una delle sue convinzioni centrali, vale a dire la necessità di dimenticare il proprio bagaglio teorico-tecnico nel momento in cui si incontra il paziente e nei momenti in cui si scrive e si legge di psicoanalisi. «Io scrivo per scoprire ciò che penso» (p. 14), afferma nelle pagine iniziali del testo, dedicato all'amico James S. Grotstein (del quale pochi anni fa è stato pubblicato un significativo omaggio all'opera di Bion, A Bean of Intense Darkness. Wilfred Bion's Legacy to Psychoanalysis. London: Karnac, ), sottolineando la necessità di vivere creativamente la psicoanalisi come un'attività di costante ri-scoperta, centrata sul ripensare e sul risognare: cosa che «implica un atto di libertà di pensiero e un atto di umiltà» (p. 2).
Il libro è percorso da un triplice filo conduttore che parte dalla “invenzione” della psicoanalisi in ogni incontro con il paziente e giunge al “sognare” la psicoanalisi nel leggere e scrivere di psicoanalisi: il terzo aggancio è costituito dal “riscoprire” la psicoanalisi nello specifico delle attività di insegnamento e di supervisione. Nel complesso, ciò che Ogden vuole indicare è una strada – la sua strada – per fare della psicoanalisi qualcosa di realmente vivo e in presa diretta con le diverse situazioni professionali nelle quali si impegna l'analista, al di là dei dogmi e delle appartenenze di scuola, e oltre il “saper fare” ripetitivo dell'analista ormai abituato a replicare se stesso in modo uniforme c