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Benché il volume abbia un taglio divulgativo, merita una segnalazione per una duplice ragione: l'autorevolezza di Oliverio che, psicobiologo di fama e direttore per oltre vent'anni dell'Istituto di Psicobiologia e Psicofarmacologia del CNR, vanta un gran numero di ricerche specialistiche; inoltre una capacità insolita di coniugare lo “spessore” dei temi trattati con una notevole piacevolezza di lettura. È inevitabile che l'Autore intrattenga un dialogo con il pensiero psicoanalitico, propiziato dall'affermazione inaugurale: «La celebre frase di Freud, “L'Io non è padrone a casa sua”, trova oggi numerosi riscontri nella conoscenza di disparate attività mentali (…) si sta delineando una neuroscienza dell'esperienza, che tenta di ridurre la distanza che separa ancora la soggettività dall'oggettività» (p. 6). In pagine utili anche a chi ha già conoscenze in materia, dato l'aggiornamento agli studi più recenti, l'Autore evidenzia la pervasività dei processi psichici che avvengono a insaputa del soggetto, con e oltre la psicoanalisi, sulla falsariga degli sviluppi delle neuroscienze.
I capitoli iniziali sono dedicati ad attestare in generale la straordinaria ampiezza di questi processi. Il cap. 1 illustra “La vita nascosta del cervello”, attivissimo anche quando soggettivamente ci sembra di essere a riposo (specie rielaborando e stabilizzando le reti nervose correlate alla memoria). Il cap. 2 mostra “I molti aspetti dell'inconscio”: il sogno, la compresenza di più menti nello stesso individuo, la possibilità, oltre lo stesso Freud, pure di cognizioni inconsce (come nei casi di “visione cieca”), il fatto poi che la coscienza può affiorare anche dall'emisfero destro (non coincide cioè col linguaggio), ecc.; ad un tempo Oliverio sottolinea l'incisività dei