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Questo libro è il prodotto di una carriera generosamente spesa nei servizi pubblici e nella promozione di un modello di psichiatria di comunità fondato sulla gruppoanalisi, ed è altresì un'espressione tipica di quella generazione di psichiatri che si è sempre battuta sul campo, cercando di lasciare un segno attraverso la promozione di pratiche di cura da proporre anche come esempio da applicare altrove.
Il volume si compone di tre parti. Nella prima (“Sul piano istituzionale”), di cinque capitoli, l'Autore propone di «superare il dualismo tra scienza nobile e scienza povera» (p. 9) formalizzando un «paradigma di non-contraddizione» (p. 10), più attento all'uomo, alla persona, non autoreferente, ma capace anche di attivare modelli di conoscenza esplicativa, e di mostrare la fruibilità dei propri risultati. Lo sfondo gruppoanalitico in cui egli si muove richiede di includere le dimensioni biologiche, psicologiche e sociologiche in maniera «spiraliforme» (p. 282), nella prospettiva di un miglioramento del funzionamento mentale delle persone. La mente viene definita come «un principio sopravveniente rispetto alla psiche» (p. 21, corsivi nell'originale), sulla quale la gruppoanalisi incide in modo peculiare, talché essa verrebbe a comprendere la psicoanalisi, la quale invece inciderebbe sulla psiche. Il presupposto è che qualunque forma di psicoterapia, per essere efficace, dovrebbe essere più orientata e più attenta alla persona nella sua multidimensionalità e non limitarsi al solo ruolo di paziente, come l'Autore ritiene accadere nel trattamento individuale. Il processo di guarigione, che per Fasolo sta ad indicare la tensione al recupero di un senso nella vita, si realizzerebbe tramite concezioni e metodi di cura «multipersonali» (p. 47, corsivo nell'originale), attuabili in gruppi di più di 10 persone («gruppi mediani», vedi ad esempio p. 102). Questi favorirebbero la connessione dei diversi contesti di vita e la spinta verso un progetto esistenziale. Nella seconda pa